Siamo tutti intolleranti

Pubblicato da Dott. Cristiano Messina

Data Pubblicazione 15/12/2018

Ormai capita sempre più spesso di leggere su giornali e riviste (non solo scientifiche) delle intolleranze alimentari. Si tratta di reazioni avverseal cibo che provocano alcuni sintomi e un malessere generale che si dividono in lgG-mediate e non lgG-mediate.

Le intolleranze non lgG-mediate si dividono in enzimatiche - dovute alla mancanza di un enzima necessario a metabolizzare una certa sostanza (ne fanno parte la celiachia, l'intolleranza al lattosio e la fenilchetonuria), in farmacologiche - determinate da iperattività nei confronti di sostanze presenti in determinati cibi, e in intolleranza agli adittivi - provocate dalla presenza di sostanza usate per migliorare la qualità del cibo.

Le principali differenze sono rappresentate dai sintomi, che nelle allergie sono molto più rapidi, diretti e costanti, e della loro persistenza, in quanto non modificabili nel tempo a meno di non eseguire un complicato percorso di terapia desensibilizzante.

Nel caso delle intolleranze, a parte quelle enzimatiche che sono persistenti e non risolvibili da diete, un'attenta dieta da privazione eseguita per un periodo di almeno 45-60 giorni può portare alla risoluzione dei sintomi. Questi sono tra i più diversi e imprevedibili: stanchezza, sonnolenza post prandiale, incremento sudorazione, cefalea, ansia, asma, tosse, infezioni urologiche e ginecologiche ricorrente in particolare le cistiti e le candidiasi ricorrenti, prurito, incremento di peso, acne, crampi, dolori addominali, emorroidi, gonfiore addominale e insonnia. Chiaramente ogni paziente leggendo questo elenco ritroverà qualche sintomo di cui soffre. E' chiaro che prima di pensare alle intolleranze ed eseguire il test ematico, per individuarne la presenza, vanno escluse tutte le cause organiche di questi sontomi.

Ottenuti responsi negativi ci si può indirizzare verso le intolleranze e poi mettere in atto un programma dietetico protratto nel tempo con eliminazione delle sostanze a cui si è intollerante e ottenere in generale un notevole miglioramento della sintomatologia. Il crescere della frequenza delle intolleranze alimentari nasce dal fatto che ormai tendiamo a mettere in atto una dieta sempre meno variata se ognuno pensa a quello che mangia per economia, comodità o rapidità di preparazione. Ognuno di noi tende ad introdurre al massimo 15-20 alimenti abitualmente. Questo fa si che l'organismo finisca per essere intossicato da pochi alimenti e non riesce a metabolizzarli in modo corretto. Il consiglio m igliore è attivare una dieta variata ed equilibrata, in modo da fornire all'organismo tutti gli elementi di cui ha bisogno senza carenze o eccessi.

Articolo pubblicato sulla rivista: 24Ore News Milano - Dicembre 2018 - Pag. 53