La famiglia come modello educativo

Pubblicato da Dott. Rita Marino

Data Pubblicazione 06/04/2019

I nostri figli sono il nostro futuro, ma perché possano crescere abbisognano di un presente di certezze, ancorchè problematiche. Le certezze però si alimentano solo quando si conserva, si preserva e si trasmette il passato.

Ciò costituisce la base di ogni processo formativo e di istruzione, solo un corretto rapporto con il passato e con l’autorità che lo trasmette consentirà ai giovani di capire il presente e di superarlo con soluzioni innovative. Per quanto possa essere paradossale il rinnovamento passa attraverso la conservazione.

Due sono gli ambiti ove si gioca questa partita: la famiglia e la scuola. Quest’ultima tuttavia, nel tentativo di rinnovarsi, ha allargato a dismisura i suoi compiti, confondendo spesso obiettivi politici e sociali con istanze educative trasmesse da docenti sempre più delegittimati che hanno barattato la trasmissione del sapere con l’ acquisizione di competenze e abilità fini a se stesse.

L’ idea bizzarra di disfarsi dell’eredità del passato per sostituirla con un insieme di abilità pratiche lascia i giovani in balia di se stessi, alla ricerca di soluzioni alternative alla scuola, sentita giustamente vuota e inutile. In tale contesto diviene essenziale rafforzare l’altro ambito in cui si gioca il nostro futuro: quello della famiglia.

Si tratta di un ambito fondamentale perché è in esso che il bambino inizia a costruirsi un’ immagine di sé e del mondo circostante, ed è proprio nella famiglia che il bambino sperimenta l’ autorità genitoriale, che potrà poi esportare nelle relazioni future (scuola, lavoro, società) con modalità corrette che gli consentano comportamenti di adesione o di superamento, armonicamente integrati.

Qualunque siano le teorie dello sviluppo psicologico adottate: da quella psicoanalitica, a quella cognitivistica di Piaget o a quella di Erikson di tipo psicosociale, non si può prescindere dal ruolo della famiglia. Erikson per esempio, che pure enfatizza il ruolo psicosociale, ritiene determinante nel bambino piccolo, il rapporto con entrambi i genitori per una normale presa di coscienza del mondo nonché per lo sviluppo dell’ autostima.

Secondo la teoria freudiana il bambino, dopo un primo periodo ove, attraverso il seno materno, sperimenta un rapporto esclusivo con la madre, per la sua normale crescita impara a relazionarsi con il padre, accettando di dover condividere la madre con lui; proprio la costruzione di questo modello di rapporto triangolare costituisce il prototipo delle relazioni future del bambino, che così imparerà a gestire le frustrazioni e a rapportarsi con il ruolo dell’ autorità genitoriale.

La famiglia si pone dunque come perno del modello educativo, sia costituendone i fondamenti di ogni futura educazione, sia nella capacità di trasmettere al bambino che cresce i valori fondanti di quella cultura famigliare specifica: la sua storia, i suoi luoghi, i suoi personaggi ovvero il suo passato.

Tale processo darà al bambino la capacità di elaborare la sua personale mitologia, preparandolo al confronto con quella mitologia universale che chiamiamo sapere, per poterlo a sua volta migliorare, arricchire, rivoluzionare.

E’ dunque la famiglia naturale o acquisita il luogo privilegiato ove si nasce e si coltiva lo sviluppo armonico dell’ individuo: un luogo da preservare per le generazioni future. Dott.ssa Rita Maria Marino